2^ PARTE

 

CAMPINI CAPRONI

Il reattore Italiano

 

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Il modello  assemblato, si notano le estese stuccature e gli inserti di plasicard. Sul modello è stata stesa una mano di fondo grigio e una volta asciutta è stata realizzata la rivettatura sulla fusoliera.

 

I carrelli , i portelli dei carrelli, i bracci di retrazione ed i tettucci sono stati preparati e colorati a parte e montati sul  modello a vernicatura ultimata 

Dopo un lungo periodo di sospensione il lavoro può riprendere. Il problema da risolvere era come riprodurre le rivettature presenti sulla fusoliera. Dopo varie prove su un vecchio modello con scarsi risultati, la soluzione l’ho trovata utilizzando una rotella di un vecchio orologio inserita nella prolunga di un vecchio compasso. Con l’aiuto di una dima in acciaio flessibile è stato relativamente facile realizzare una rivettatuta soddisfacente.

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L’altro problema è stata la realizzazione dei frames dei tettucci. Dopo varie prove con lamine di stagno e di plastica ho optato per l’utilizzo di uno scotch da disegnatore di discreto spessore, che si è rivelato facile da tagliare, dipingere e posizionare soprattutto sul parabrezza anteriore.

Per la colorazione ho usato, per la prima volta, colori acrilici. Tutto il modello è stato spruzzato con una mano di Lifecolor Grigio Azzurro come fondo, con nastro Tamiya sono state mascherate le zone attorno all’abitacolo, dorso della fusuliera e la coda ed è stata passata una prima mano di Alluminata MisterKit. Una seconda mano il giorno dopo è stata sufficiente, la resa finale è molto buona, ma mi ha dato moltissimi problemi di diluizione e di intasamento dell’aerografo.

La fascia bianca in fusoliera e la croce sulla coda sono state dipinte sempra ad aerografo con il Bianco MisterKit, che ha purtroppo scarsissimo potere coprente e perciò sono state necessarie cinque mani per ottenere un colore uniforme.

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Dopo alcuni giorni di riposo, sono state applicate le decals della scatola con l’aiuto delle soluzioni emolienti della Squadron. Sono state aggiunti i numeri ‘1’  sotto le ali posteriori e gli stemmi sabaudi provenienti da fogli di decals Tauromodel dei Caccia Italiani.

Sul modello è stato passata una mano di acrilico trasparente per fissare le decal e dopo alcuni giorni ho effettuato un lavaggio con colore ad olio nero diluito con diluente Humbrol per evidenziare pannellature e rivettature e creare chiari scuri sulle superfici. La parte posteriore invece è stata lavata con colore ad olio marrone per dare una diversa tonalità all’argento dovuta al calore del bruciatore interno.

 

Sono stati infine aggiunti i carrelli con i relativi portelli, il tubo di Pitot sull’ala sinistra, i tettucci e il parabrezza fissato con il Cristal Clear della Squadron.

 

La basetta è una tavoletta di legno di pino tinta con mordente ad acqua e lucidata con cera per mobili. Sulla basetta è stato incollato un pezzo di fondo erboso per ferromodellismo colorato con gessetti marroni di varie tonalità e per simulare il cemento è stato usato un impasto di gesso, stucco per muro in polvere, acqua e colla vinavil, poi colorato con polvere di gessetti passati con uno sfumino. 

 

L’aereo è stato poi incollato sulla basetta con tre piccole gocce di vinavil e riposto in bacheca.

 

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Colori

Lifecolor   UA113 Grigio Azzurro chiaro

               LC02 Nero Opaco

               LC74 Metallo Naturale

MisterKit  Mkac 022 Vernice Alluminata

               Mkac 001 Verde anticorrosione

               Mkac 018 Bianco Avorio 5

               Mkac 026 Trasparente Lucido

               Mkac 029 Nero Notte

 

Modello e Testo di Giorgio Barcatta

Foto di Maurizio Corradini

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