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PANZER IV / J - 6^
Panzer Division |
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Cecoslovacchia, aprile 1945 |
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La
guerra è ormai alla fine.
Il
maresciallo sovietico Malinovskij era entrato a Vienna già dal 8.4.45 e
aveva completato l’occupazione della città con le truppe del maresciallo
Tolbuchin il 13.4.45, proseguendo poi verso nord con obiettivo Praga, come
da ordine di Stalin. Contemporaneamente le truppe del colonello Eremenko
dai Carpazi si dirigevano verso la Boemia dividendo in questo modo le
truppe tedesche ancora presenti in Slovacchia da quelle che anora si
difendevano in Boemia. Alla metà di aprile incomincia l'offensiva su Brno
che cade in mano russa il giorno 26.
L’8.5.45 a
nord di Brno la 6^ Panzer Division cessa i combattimenti. |
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Finiscono
così le operazioni della 6^P.D., nata nell’ottobre ’39, che l’hanno vista
combattere prevalentemente sul Fronte Orientale, per due volte quasi
completamante annientata e per due volte ricostruita intorno ai pochi
superstiti in Francia, con truppe e materiali nuovi. |
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L’ultimo
compito affidato a questa Divisione fu la copertura della ritirata delle
truppe tedesche dall’Ungheria verso Vienna, un contrattacco subito fermato
dalle truppe russe nelle vicinanze dal Lago Neusiedl e la difesa a Vienna
dell’ultimo ponte sul Danubio per permettere il deflusso delle ultime truppe
tedesche in ritirata. Poi l’arretramento verso nord fino a Brno, ove come si è
detto, i superstiti, distrutto l’equipaggiamento pesante si arresero. |
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E’ in
questo contesto che è ambientata la scena.
Un
Panzer IV, cavallo da soma dell’esercito tedesco, sosta al riparo di un
albero, per essere meno visibile, per rifornirsi di prezioso carburante.
L’equipaggio vigila, pronto all’azione, e a reagire se il nemico dovesse
apparire.
Il
carro fa parte dell’ultima serie prodotta della versione ‘J’ riconoscibile
per i due tubi di scarico singoli, per la presenza di solo 3 rulli
reggicingolo, l’assenza di Zimmerit, e gli Schürzen laterali in rete
metallica invece delle classiche piastre. |
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Il
carro si presenta in buone condizioni, dato che è da poco immesso in servizio,
quindi solo sporco, con lievi danni ai parafanghi (il posteriore sinistro
manca), e qualche ammaccatura alla rete degli Schürzen.
Dall’efficienza del carro dipende in parte la
vita dell’equipaggio, quindi un carro non in buone condizioni sarebbe stato di
certo abbandonato.L’equipaggio è stato scelto proprio per rappresentare la
situazione di fine guerra.Tutti i figurini provengono dalla banca dei pezzi,
dato che nella scatola non sono compresi. Quasi tutti sono stati modificati
per ottenere le posture volute. Tre veterani, il capo carro a terra, il pilota
che indossa la cuffia della radio, sempre in ascolto e pronto a partire se ce
ne fosse bisogno, l’uomo sulla cupola della torretta con la mitragliatrice
pronta al fuoco e busta del binocolo appesa al portello, il quarto uomo che si
affaccia all’apertura laterale della torretta è un giovane magro con la tuta
da fatica, uno degli ultimi richiamati alle armi, addetto al caricamento del
cannone o al sistema di rotazione della torretta in quanto questa versione il
motore per la rotazione era stato rimosso per far posto ad un ulteriore
serbatoio per il carburante, il quinto a terra con il berretto, il più
vecchio, capelli grigi, divisa con due pezzi diversi per forma e colore.Tutto
è improntato per cercare di dare una sensazione di incertezza, la presenza
dell’elmetto e del mitra sul tetto delle torretta a portata di mano, l’elmetto
non utilizzato dai carristi, ma sicuramente utile se ci fosse la necessità di
combattere a terra. Nel cassone portaoggetti della torretta spuntano una
borraccia, un altro elmetto e un paio di stivali. Tra il coperchio del cassone
e la cupola c’è una cassetta di munizioni per la mitragliatrice e sul carro
non vi è nient’altro se non le dotazioni standard.L’ambientazione presenta un
albero che sta germogliando, sul terreno , cosparso di foglie cadute in
autunno, rami secchi e radi ciuffi di erba ancora secca, terreno già sodo
segno dell’incipiente primavera.Questa è l’idea che ho cercato di rendere con
un piccolo quadro ‘tridimensionale’. |
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La Costruzione del Modello |
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Quando
acquistai il Kit della Revell del Panzer IV Auf. J in scala 1/72, la
curiosità era di vedere se il kit fosse una riedizione di un kit già
prodotto, magari con parti aggiuntive per la versione specifica, oppure se
si trattasse di uno stampo nuovo. Aprendo la scatola, l’impressione è
veramente buona. Lo stampo è nuovo, nitido e dettagliato, tanti
particolari riprodotti veramente bene, cingoli in plastica dura con fini
dettagli anche sulle maglie singole. |
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Staccati i
pezzi principali e provato il montaggio a secco, si nota che i pezzi
combaciano perfettamente, non ci sono sbavature né ritiri e i segni degli
estrattori non sono visibili a modello montato. Dimensioni e caratteristiche
del carro rispettate nelle riduzione in scala anche per i pezzi più piccoli.
La scatola
propone pezzi alternativi per riprodurre la versione ‘J’ early e la versione
‘J’ late. Sono presenti due tipi di ruote di rinvio e i due tipi di marmitte,
la scelta di riprodurre l’una o l’altra versione resta al modellista, comunque
per ambedue le versioni sono necessarie alcune modifiche per ottenere delle
buone riproduzioni.
La mia
scelta è caduta sulla riproduzione dell’ultima versione del Panzer IV / J ,
caratterizzata dalla marmitta composta da due tubi singoli (pezzi 101 e 102) e
ruote di rinvio semplificate (pezzi 96 e 97). Sono da sostituire i ganci di
traino anteriori (pezzi 2 e 2A) da ricostruire in plasticard, i supporti degli
Schürzen (pezzi 62 e 62A) da rifare in filo di rame, la mitragliatrice
coassiale sostituita con un terminale della canna trovata nella banca dei
pezzi avanzati da altri kit, sono da costruire in plasticard gli anelli di
traino posteriori. |
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Lato
desto |

Vista
posteriore e inferiore |

Lato
sinistro con Schürzen |
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Sono
da chiudere con plasticard i vuoti sotto i parafanghi e il lavoro forse più
complesso è l’eliminazione di un rullo reggicingolo per lato, dato che questa
versione ne aveva solo tre. Con una lama seghettata in fotoincisione TRITOOL
della Trimaster sono stati asportati tre dei supporti previsti per le ruote
reggicingolo e due sono stati riposizionati con l’intersezione di un piccolo
quadrato in platicard dello spessore di 0.15 mm. |
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Gli
Schürzen sono stati costruiti incollando con colla liquida del tulle su un
telaio costruto con streep Evergreen, il pezzo frontale metallico è in
plasticard di spessore 0.25 mm. I supporti ser l’aggangio al tubo sul
carro sono stati fatti con piccole striscie di rame piegato sulle punte di
una pinzetta. Dopo la verniciatura gli Schürzen sono stati tagliati nelle
tre sezioni, per maggior realismo, agganciati al tubo e fissati con una
piccola goccia di Attack. |
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Anche la
torretta ha subito alcune modifiche e aggiunte. E’ stata praticata l’apertura
del portello laterale sinistro, le ante sono state dettagliate con i
particolari interni, leve di apertura e cerniere sono state aggiunte le
grondaie sopra i portelli stessi e aggiunte le maniglie in filo di rame. |
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Torretta con posrtelli della torretta,
portelli degli Schürzen
e
coperchio cesto posteriore |

Vista
posteriore torretta,
cesto
con cerniere ricostruite,
maniglie e grondaie laterali |

Lato
desto della Torretta |
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I
portelli degli Schürzen e il coperchio del cesto posteriore della torretta
sono stati ricostruiti con del lamierino pressandolo sul pezzo originale per
copiarne i dettagli e poi ritagliati con un cutter affilato. I portelli sono
stati dettagliati con maniglie e leve di apertura.
Ultimi
dettagli aggiunti sono state le molle di ritenzione dei parafanghi anteriori e
posteriori, riprodotte con un sottile filo di rame arrotolato su un altro
pezzo di filo e poi tagliate della misura richiesta. Una è stata leggermente
stirata e montata penzolante dato che il parafango posteriore sinistro è stato
tagliato per simularne la perdita. I parafanghi anteriori sono stati
leggermente deformati da piccoli urti, così come gli Schürzen.
Il modello
è stato poi montato come da istruzioni del kit, escluse le ruote che sono
state verniciate separatamente come i cingoli.
La
verniciatura è stata effettuata ad aerografo utilizzando smalti Humbrol.
L’intero modello è stato verniciato con l’HP1 German Overall Sand e dopo 24
ore è stata stesa la mimetica HP2 German Red Brown e HP3 German Camouflage
Green. Dopo altre 24 ore sono state montare le route e sul treno di
rotolamento e la parte inferiore del carro è stata spruzzata una leggera
velatura con il 29 Matt Dark Earth mentre sull'anteriore e sul posteriore del
carro è stata ripassata una sovraspruzzata molto leggera con il 72 Matt Khaki
Drill, nei punti ove verranno posizionate le decals è stato passata una mano
di lucido e lasciato asciugare per due giorni.. Poi dopo aver applicato le
decal con l’aiuto dei prodotti della Microscale tutto il carro è stato coperto
da una mano di trasparente opaco. Dopo 48 ore di riposo è stato riprodotto
l’invecchiamento con marron e nero ad olio diluito con il solvente Humbrol
insistendo nei punti ove maggiormente si ferma lo sporco, craendo striature e
colature.
E’ stato
effettuato un drybrush con i colori originali per ridare forza ai colori
stessi e schiarendoli poi varie volte con piccole quantità di bianco. Ogni
colore ha subito lo stesso trattamento separatamente. E’ sicuramente noioso,
ma il risultato è buono. Sono stati poi coloriti tutti i dettagli con i colori
appropriati. Infine sono stati montati tutti i pezzi dei cingoli dopo averli
dipinti con il colore Molak LL015 Track Color e aver fatto un drybrush con l’Humbrol
53 Gun Metal.
Sono stati
montati gli Schürzen ad eccezione del pezzo posteriore sinistro per rendere
visibile parte del treno di rotolamento e la colorazione della parte inferiore
del carro.
Per la base
del diorama è stato utilizzato un pezzo di legno Afromosia di 2cm di spessore
semplicemente lucidato. Il terreno è stato riprodotto mescolando segatura di
legno scuro con acqua e colla Vinavil, spalmando la pasta con le dita, mentre
la strada è semplice terriccio setacciato sempre mescolato con acqua e
Vinavil. Dopo aver lasciato asciugare il tutto per un giorno è stato passaro
un leggero drybrush marron e verde sul terreno e color khaki sulla strada,
sono stati aggiunti i dettagli preparati a parte, gli steccati fatti con
strisciette di legno incollate e colorite con colori ad olio, i ciuffi erbosi
fatti con fili di canapa da idraulico e fili per plastici ferromodellistici,
casse, bidone e taniche dalla banca dei pezzi, rami secchi (veri, raccolti nei
boschi).
L’albero è
stato totalmente autocostruto con filo elettrico intrecciato ricoperto da
plastica degli scarti dei kit, sciolta con l’acetone e spalmata con uno
stecchino, poi colorita in grigio scuro, lavata con il marrone ad olio e poi
ripassatacon un drybrush selettivo con il colore Humbrol 26 Matt Khaki e
infine con il 72 Matt Khaki Drill. Sui rami sono stati incollati piccoli
pezzetti di infiorescenze secche trovate in un bosco. Dopo aver fatto
asciugare bene sono state spruzzate con l’aerografo con un verde chiaro per
simulare le foglie appena germogliate. Sul terreno, leggermente inumidito con
vinavil diluita con acqua, sono state cosparse le stesse infiorescenze dopo
averle leggermente spruzzate con il marron per simulare le foglie cadute
l’autunno precedente.
A questo
punto è stato incollato il carro sulla base e posizionati i membri
dell’equipaggio dipinti separatamente sempre con smalti Humbrol e con le
stesse tecniche.
Circa due
mesi di lavoro per completare il tutto e un nuovo modello è entrato nella
collezione, e un particolare ringraziamento all’amico Maurizio Corradini per
le bellissime foto. |
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Bibliografia
La Seconda
Guerra Mondiale
– Arrigo Petacco
Fronte
Orientale -
Stenev Zaloga
D-D to
Berlin –
Terence Wise
Modellismo
Militare Corazzati Tedeschi
– Tony Greenland
German Battle
Tank in Color
– Schiffer Military Vol. 16
The 6th
Panzer Division 1937-45
– Osprey Vanguard Vol. 28
Panzer
Colors –
Squadron Publication
Model Time
n. 65 e 80
Encyclopedia of
German Tanks of WWII
– Peter Chamberlian
Panzer
Division –
Ermanno Albertelli Editore
The Panzer
IV – Vanguard
Vol. 18
PZKPFW IV in
Action
– Squadron Vol. 12
Steel Art
n. 2
Tecniche
Avenzate
Vol.2
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Testo e
Modello Giorgio Barcatta
Foto
Maurizio Corradini |
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