FIGURINI

PEZZI UNICI: PROGETTAZIONE E TECNICHE DI ESECUZIONE

         

La progettazione inizia con lo studio delle posture dei soggetti ritratti nei dipinti o nelle fotografie. E' una fase molto delicata, essendo condizionata dalla fedeltà al dipinto ed alla trasposizione in tridimensionale della scena.
Inizio il procedimento utilizzando un manichino snodabile; poi costruisco uno scheletro con  filo di rame sul quale, con dello stucco (tipo Milliput), creo l'anatomia di base. Su questo, una volta indurito, applico altro stucco che lavoro ancora fresco per modellare gli indumenti o parte di essi.

Per ottenere un effetto realistico prendo costantemente come riferimento le immagini da riprodurre. Per i capi come cappotti, mantelli, gonne e similari, utilizzo stucco steso in fogli sottili che poi applico sul figurino: questo permette di creare un panneggio dinamico e realistico.

Particolare attenzione dedico alla realizzazione dei visi dei personaggi storici. Ove possibile uso come base delle teste Historex grezze sulle quali, sempre con lo stucco, modello i tratti somatici e le espressioni: allo stesso modo, utilizzo quando necessario accessori della stessa ditta come ad esempio armi e copricapi.

Per le buffetterie in genere, quali ad esempio banderuole, cinture e similari, utilizzo lamine in piombo, in luogo dei fogli in plastica, in quanto conferisce un aspetto più realistico ai vari pezzi.

La fase finale, in preparazione della pittura, è costituita dalla carteggiatura. Premetto che per dipingere utilizzo solo colori acrilici: in commercio se ne trovano di vari tipi già pronti per l'uso in vasetti o tubi, ma che possono essere tutti diluiti in acqua.

Fra le caratteristiche positive di questi colori vi sono la rapida essiccazione, il sottile spessore, e la mancanza di odori particolari; a tutto ciò va aggiunta l'assenza di solventi per la diluizione. Per contro, ricordo che una volta stesi, questi colori non si possono lavorare o ritoccare.

Prima di iniziare la pittura decido qual è il punto da cui proviene la luce, poi preparo uno schizzo del soggetto sul quale, a matita, traccio lo schema delle luci e delle ombre. Questa fase è molto importante, perché una distribuzione casuale e non ragionata delle parti in ombra, specialmente in presenza di più soggetti, può pregiudicare la buona riuscita del lavoro. Sulla base di questo schema stendo sul figurino, precedentemente trattato con fondo bianco opaco, una tonalità media su tutta la superficie ove quella tinta predomina (es. una giacca). Questo mi offre una base uniforme del colore da applicare sulla quale evidenzio, usando una miscela di colore di base ed una tinta più chiara, le zone colpite dalla luce diretta, mentre con un'altra miscela di colore di base ed una tinta più scura, delimito le zone in ombra.
Ho così riprodotto lo schema in precedenza fissato, ottenendo una prima suddivisione delle zone in ombra e quelle in luce.
A questo punto do il via alla realizzazione di ombreggiature e lumeggiature vere e proprie, il cui procedimento è molto semplice.

Si stendono vari passaggi di colore, sovrapposti sulla linea di confine fra le varie tonalità, passando da quelle più scure a quelle più chiare. E' un processo necessario per ovviare al fatto di non poter sfumare il colore fresco come è possibile fare con gli oli.

Per ammorbidire ulteriormente i contrasti, stendo una tonalità scura molto diluita su tutta la superficie lasciando depositare il colore nelle pieghe. Una volta asciutto, il colore, così steso, si presenta come un patina scura su tutte le superfici. Ovviamente, nelle parti in rilievo (es. apice delle pieghe) o nei punti in luce si dovrà rimuoverla o attenuarla con un pennellino leggermente umido.

Successivamente, con un pennello a spatola leggermente intinto nel colore puro della tonalità più chiara si passano le parti esposte alla luce diretta o più usurate come bordi delle cinture, bottoni e così via: questo darà profondità al tutto.
Un'altra tecnica, da usare in alternativa alla precedente, è la seguente: usando un pennello 00 a pelo corto appena imbevuto nel colore molto diluito, tracciare sottili linee verticali nelle zone in ombra, in modo da ammorbidire le sfumature.
Con lo stesso procedimento si può  simulare anche il verso del crine del manto dei cavalli, dando un ulteriore tocco di realismo al soggetto. Queste procedure si possono naturalmente usare anche per il viso e per le altre parti del modello.
Finito di dipingere, il figurino si può proteggere con della vernice acrilica trasparente opaca (per i tessuti) o satinata (per le parti in cuoio, pellami).

A figurino ultimato si può passare all'ambientazione, che preferisco autocostruire in toto, sempre nel rispetto del quadro o foto che si sta ricostruendo.

Testo e foto di Silvano Tomaselli