GOMMA SILICONICA E RESINA

Questi strani …. sconosciuti !!!!!

 

 Quante volte leggendo riviste di modellismo ci siamo imbattuti in frasi del tipo: “Il pezzo è stato ristampato in resina”,  "dal master sono state ottenute le copie in resina”,  oppure “ con la gomma siliconica creiamo lo stampo per riprodurci le copie che ci servono”,  e così via.

La descrizione si ferma lì, senza spiegazioni, sembra quasi un lavoro per pochi eletti, un segreto da non divulgare ai poveri modellisti di serie “B”.

Un giorno, in un negozio di modellismo di Trieste, ho finalmente trovato questi preziosissimi materiali e così è iniziata la sfida per riuscire ad usarli. Per fare le prime prove ho deciso di riprodurre pezzi semplici come ruote, taniche e bidoni, sempre utili come accessori per diorami.

Il primo problema era come costruire un contenitore semplice e modulare; scartati i sistemi suggeriti nelle riviste, con pezzi di plastica incollati tra loro o trattenuti da elastici, ho chiesto in prestito a mio figlio un po’ di mattoncini Lego, e il gioco è fatto.

La gomma siliconica non sporca e non si attacca ai mattoncini, se resta qualche bavetta attaccata, basta sfregare con un dito per toglierla.

Costruito il contenitore, circa 7-8 mm. più grande del pezzo (o dei pezzi), lo appoggio su un cartoncino un po’ rigido e stendo all’interno uno strato di 5-7 mm. di plastilina facendola aderire bene  ai lati del contenitore. Sulla plastilina appoggio il pezzo da riprodurre e lo premo delicatamente fino a farlo affondare nella plastilina per un po’ meno della metà del suo spessore.

Sono finalmente pronto per colare la gomma siliconica.

L’unica difficoltà arriva in questo momento,  perché la gomma deve essere mescolata con il suo catalizzatore al 5%. Ho utilizzato un contenitore delle sorprese delle uova di Pasqua (ottimo se trasparente),  nel quale ho iniziato a versare lentamente la resina pesandola sulla bilancia di cucina e segnando sul contenitore  i livelli ai  20, 40, 60, 80 e 100 grammi. Il catalizzatore (una boccetta di 50 grammi di liquido) verrà poi prelevato con una siringa senza ago in proporzione a quanta gomma verrà utilizzata  quindi  1cc per 20gr di gomma,  2cc per 40gr,  3cc per 60gr e così via.

Bene, non resta che mescolare lentamente fino a quando i due componenti si sono amalgamati.

Con uno stecchino inizio a depositare piccole quantità di gomma sul pezzo, lasciandola colare lentamente e controllo che negli interstizi del pezzo non restino bolle d’aria, ma se si esegue questo passaggio lentamente e con attenzione il risultato sarà buono. Quando il pezzo è coperto dalla gomma, verso rapidamente altra gomma fino a raggiungere uno spessore di 7-8 mm.  sul punto più alto del pezzo. Lascio riposare per un giorno,  poi stacco i mattoncini Lego fino a liberare il blocco di gomma con attaccata la plastilina; rimetto insieme i mattoncini ricostruendo esattamente il contenitore iniziale, stacco lentamente la plastilina dalla gomma, facendo attenzione a non muovere il pezzo dalla gomma e pulendo eventuali piccoli pezzi di plastilina che dovessero restare attaccati al pezzo e rimetto il blocco di gomma dentro il contenitore. Ora bisogna rifare la stessa operazione, ma prima spalmo la superficie della gomma e il pezzo con del gasso aiutandomi con un cottonfioc, insistendo soprattutto sui lati e nei quatto angoli. Anche adesso dopo aver preparato la gomma col catalizzatore con il solito stecchino inizio a ricoprire il pezzo e poi verso la gomma rimanente sempre di almeno 7-8 mm di spessore nel punto più alto del pezzo. Lascio riposare per un giorno e poi finalmente arriva il momento di smontare i mattoncini Lego, liberare il blocco di gomma e delicatamente aprire i due gusci. Se il grasso messo era sufficiente, l’apertura è semplice, se invece abbiamo messo troppo poco grasso i due gusci stentano ad aprirsi e bisogna aiutarsi con una lama affilata e tanta pazienza. Una volta separati i gusci si estrae il pezzo (detto a volte master) e si è pronti per farne le copie in resina.

La resina è molto più semplice da usare perché i due componenti si mescolano in parti uguali.

Io uso due diverse siringhe senza ago per prelevare i componenti dai contenitori e li mescolo in un contenitore delle sorprese Kinder (quei piccoli contenitori arancioni, per intenderci).

Di solito le resina reagisce nel giro di 3-5 minuti, perciò bisogna fare abbastanza in fretta; con il solito stecchino inizio a depositare gocce del composto nei punti meno accessibili dello stampo facendo attenzione che non si formino bolle d’aria, se si formano col solito stecchino si rimuovono facilmente. Ricoperto il fondo dello stampo vi verso le resina fino al bordo, cercando di non debordare, lo stesso si fa contemporaneamente nell’altro guscio. Quando la resina incomincia a catalizzare cambia il colore in superficie assumendo un colore giallastro, a questo punto prendo uno del due gusci e rapidamente lo capovolgo appoggiandolo esattamente sopra l’altro e premendo leggermente per fare fuoriuscire la resina eccedente.

Aspetto 15-20 minuti a seconda dello spessore del pezzo, se i pezzi da riprodurre sono più sottili anche meno, ed ecco il momento tanto atteso, apro i due gusci e delicatamente, aiutandomi con la bava di resina che si è formata, tolgo il mio pezzo clonato.

Se tutto è andato bene ho una copia identica, altrimenti non resta che vedere cosa non ha funzionato e riprovare. Le prime volte non sempre si ottengono buoni risultati, ma con un po’ di pratica i risultati sono sempre migliori ed pure divertente. Il modellismo secondo me non è solo costruire un modello, ma anche trovare soluzioni o migliorare tecniche altrui, una ricerca insomma di qualcosa di diverso, di qualcosa di nuovo di proprio, di superare gli ostacoli con fantasia utilizzando materiali o oggetti di uso non prettamente modellistico.

 E alla fine alcuni piccoli consigli, gomma siliconica e resina non puzzano e si possono usare tranquillamente in appartamento, però essendo prodotti chimici è buona norma usarle in ambiente ben areato; la resina invece bisogna fare attenzione alle polveri, che sono considerate potenzialmente tossiche. Per carteggiarla è perciò opportuno usare carta abrasiva e acqua.

Per la colorazione non ci sono problemi, si possono usare colori sia acrilici che smalti, lucidi o opachi, è sempre meglio però lavare prima    il pezzi in resina con acqua e sapone neutro spazzolando con  un vecchio spazzolino da denti e sciacquare con acqua tiepida.

Pezzi in resina svergolati si possono raddrizzare scaldando dell’acqua in un pentolino, quando è calda, non bollente, si immerge il pezzo di resina aiutandosi con una pinzetta (attenti a non ustionarvi). Nell’acqua calda la resina diventa morbida e si può cosi correggere il danno.

Per incollare pezzi in resina si usa colla cianoacrilica (tipo Attak) o colle bicomponenti che induriscono in pochi minuti. 

Buon Modellismo e buon diverimento a tutti.

Scritto da

Barcatta Giorgio