IL PIOMBO

TECNICA DI ESECUZIONE

Sono quasi vent’anni che stampo e … fondo. Ho imparato a realizzare stampi di gomma che vulcanizza a freddo, in gomma siliconica e in gesso e con tutti e tre ho fuso il piombo. Perché? Perché con il piombo puoi realizzare una serie innumerevole di “basi” modificabili. Puoi cambiare la posizione delle gambe, delle braccia o girare la testa per poi poter intervenire anche con l’aiuto di stucchi e stucchi  epossilici a cambiare ..il periodo storico. La “base” potrà far così nascere un cavalleggero unionista piuttosto che una soldatessa russa della Seconda Guerra Mondiale, o un picchiere svedese di Carlo XII piuttosto che un Kaiserjãger. Personalmente ho lavorato fino al 2000 con figurini da 30 mm; poi per esigenze di visibilità sono passato ai 54 con tutti i problemi che ne conseguono. Fatta questa premessa passo a dare consigli sull’uso del piombo.

Cosa serve?

PIOMBO. Può sembrare lapalissiano, ma questa è la cosa che ti fa sempre disperare. Dove trovarlo: non in negozio ma da qualche idraulico che ristruttura bagni , da impiantisti elettrici, club di sub (lo usano per realizzare la zavorra per le immersioni), da battilamiera. Detto così è facile. Il difficilme era arrivarci…

SEGHETTO DA FERRO o CESOIA DA FERRO. Presso qualsiasi ferramenta se già non l’avete.

FORNELLETTO CAMPING GAS. Non dovrebbero esserci problemi…

Ricordarsi però di tenere una CARICA di riserva.

UN CROGIOLO. Piccolissimo padellino in acciaio resistente ad alte temperature. Il volume dovrà essere pressapoco quello di mezzo barattolo di pelati. Dove trovarlo? Provare in ferramenta.

PINZE A PUNTE CURVE e TRONCHESINO TAGLIAFILI. Comperare in ferramenta se già

non li avete.

UN PAIO DI GUANTI GROSSI DA GIARDINIERE.

UN PAIO DI GUANTI DI GOMMA.

BARATTOLO DI BOROTALCO. Non è obbligatoria una marca. Uno vale l’altro.

UN PEZZO DI TRUCIOLARE 40 x 40 o giù di lì.

FILO DI SPAGO.

ACCENDINO A GAS. (tenerne uno di scorta se dovesse morire fiamma e accendino)

 

COME PROCEDERE?

Per prima cosa, visto che il piombo non è puro né pulito, si opera la raffinazione.

Si procede in luogo aperto ed areato.

Si posiziona in modo stabile il fornelletto sul ripiano tenendo lontano quanto può essere infiammabile. Si prende il piombo e con la cesoia lo si taglia a dimensione di quadretti di cioccolata.

Si riempie per metà il crogiolo e accendere a fiamma vivace .

Il piombo inizierà a sciogliersi lasciando in superficie le scorie.

Con il tronchesino raccogliere velocemente la porcheria e depositarla in un angolo fuori mano del ripiano.

Quando tutto sarà sciolto e pulito prendere il crogliolo con le pinze ed avvicinarlo il più possibile al ripano per farne cadere goccioloni uno vicino all’altro.

Una volta raffreddati riporli in una scatoletta di metallo tipo quelle per tabacco.

Ripetere la procedura fino ad averne una scorta sufficiente.

 

ATTENZIONE!

Non far cadere piombo fuso sulla bomboletta, meno che meno rovesciarci sopra il crogiolo. Nel primo caso udrete un forte sibilo (il gas che fuoriesce): SPEGNERE IMMEDIATAMENTE LA FIAMMA ed aprire a tutta birra la bomboletta. Nel secondo caso la medesima procedura con più attenzione ancora.

E se mi cade addosso il piombo? Fortuna vuole che il piombo raffreddi velocissimamente. Non è consigliabile provarci per vedere se è vero. Se cade su pelle (mano, avambraccio, gamba o piede) mettere subito sotto acqua corrente fredda. Se l’ustione è diffusa meglio non “fai da te”.

 

FUSIONE

Il procedimento per la realizzazione dello stampo è come quello per la resina, con una variante: va costruita una piccola sacca alla fine dell’imbuto di fusione per avere sempre piombo caldo.

Si realizzerà un camino di sfiato aria (compressa dal piombo che entra) parallelo al lato più lungo.

Con l’occasione sarà opportuno, per una miglior definizione nello stampaggio, realizzare anche piccoli canali di fuga.

Si cospargeranno le due valve con borotalco per permettere una maggior velocità di scorrimento del metallo liquido.

Si legheranno le due parti dello stampo con dello spago da pacchi, formando prima un nodo scorsoio per migliorare la presa. Non sconsigliabile apporre ai due lati dei quadrotti di truciolare per isolare ancor più lo stampo.

Porre a fiamma media, medio-bassa, il crogiolo riempito con i “bottoni” di piombo pulito.

Il piombo in ogni caso produrrà ancora scorie. Rimuoverle quando appaiono.

La superficie del piombo liquido apparirà dapprima color argento satinato e man mano che si riscalda il colore tenderà prima a oro chiaro poi sempre più scuro. Il momento della fusione vera e propria avverrà  con in una mano lo stampo legato e protetto e nell’altra le pinze che tengono il crogiolo.

Avvicinare il più possibile il crogiolo al foro d’entrata e far scendere un grosso “filo” di metallo fuso.

Poi acquisterete maggior dimestichezza e così potrete dare alcuni colpi alle pareti dello stampo per migliorare la fusione.

All’ingresso dell’imbuto di fusione vedrete un occhio argenteo e liquido.

Affondate la punta del tronchesino e ritraetela immediatamente.

Avrete così raffreddato il piombo e potrete iniziare – senza fretta – le operazioni di apertura.

Non fatevi illusioni che la prima stampata sia quella buona …

Tolto con pinza o tronchesino il pezzo dallo stampo attendere ancora una decina di minuti prima di lavorarlo.

Meglio sarà utilizzare dei guanti di gomma, opportunamente cosparsi di borotalco al loro interno, al fine di non ritrovarsi con le dita nere. Inizieranno così le operazioni di pulizia delle sbavature o dell’eliminazione di parti indesiderate.

 

BUON LAVORO

 

 Testo e disegni di Franco Grones