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Se avessimo bisogno di più
illuminazione sul medioevo tecnologico dei carri tedeschi, peraltro
pochissimi, costruiti sino al 1918, lo scopo è pienamente raggiunto
con questa ennesima uscita Osprey, con la solita formula
incredibilmente longeva ed ancora vincente. Essa unisce spunti
sempre utili alle nostre ricerche, una discreta documentazione
fotografica, delle tavole a colori suggestive e cosi’ via. Dopo gli
Ft 17 francesi ed i carri inglesi, è ora la volta dell’abbastanza
valido – dati i tempi – dinosauro di lamiera tedesco A 7 V ,
principalmente, e dei mezzi inglesi catturati, senza dimenticare le
pochissime blindo tdesche. L’autore, Steve Zaloga, ha bisogno di
poche presentazioni ed è riuscito bene a confezionare un testo ci
dà diverse notizie, senza esagerare, sullo sviluppo tormentato di
questo mezzo che non sfigurava nei confronti dei Mk IV avversari,
per la prima volta tra l’altro si scende un po’ nei dettagli per
quanto riguarda la poco conosciuta versione ‘trattore’. Le
fotografie sono 42, non tutte inedite ma non poteva essere
altrimenti data la scarsità di soggetti e le circostanze, tuttavia
alcune sono veramente rare e fuori dal comune, come quelle di uno
scafo A7V modificato in mezzo antiaereo, con mimetizzazione a foglie
circolari, che tornerà poi nel 1945 su di uno Sturmgeschutz
IV…Restando in tema, interessanti le tavole a colori che propongono
tutte e tre le diverse tipologie di mimetizzazione che ebbero, in
breve tempo, i reparti di A7V e BeutePanzer.
E’ ovvio che il tutto non è
sufficiente, ma per chi volesse approfondire i testi sacri sono
altri due e ben più impegnativi nella mole e nel costo, almeno
questo libretto Osprey è in grado d’introdurci all’argomento, anche
per uscire dalla palude del ‘tedesco seconda guerra mondiale’ a
tutti i costi. Un nuovo kit è uscito in 1.72 in plastica da tempo ed
è stato annunciato anche un kit Sparta in 1.35, molti avranno in
cantina almeno uno degli storici kits della Tauromodel in 1.35 che
Walter De Paoli ebbe il coraggio, è il caso di dire cosi’ di
realizzare quando ancora la Emhar non esisteva.
Ovviamente attendiamo
fiduciosi (?!) tra qualche numero l’uscita di un bell’Osprey dal
titolo Fiat 2000 Giant tank, con l’aiuto di qualche esperto
italiano, che non manca, sarebbe anche ora !
Tallillo Andrea e Antonio
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