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UNA  BELLA NOVITA’  ITALIANA  DRAGON  

La Dragon è ormai la più collaudata fornitrice di figurini per le nostre scenette e diorami, si tratta di un’apparentemente inesauribile serie di soggetti tedeschi, russi ed americani, ma che ultimamente ha visto pure figurini inglesi fare capolino. Magari non saranno adatti ad essere completati a parte, su di una basetta, a parte forse la serie di seconda generazione, ma fanno sempre la loro bella figura e sinora la concorrenza non è riuscita ad avvicinarsi al suo standard. Quest’anno, gli stampisti hanno ‘visto la luce’ ed hanno sfornato nientepopodimeno che una scatola di quattro soggetti italiani, tra l’altro la prima – il che fa supporre ne seguiranno altre – ambientati ad El Alamein. Se si pensa che i cultori del Regio Esercito hanno avuto a disposizione, per tantissimi anni, solo due – dicasi due – scatole di montaggio Italeri, potete ben immaginare il tuffo al cuore di tanti modellisti, che non si vedono più a fare chissà quali trasformazioni o sborsare un bel po’ di euri per riproduzioni – peraltro validissime – in resina o metallo bianco.

Grazie ad Internet si può già avere un’idea abbastanza precisa del contenuto della scatola, ci lanciamo così sull’onda del comprensibile entusiasmo in una recensione  - virtuale ma non troppo - dei quattro figurini italiani proposti, due bersaglieri, un paracadutista della Folgore ed un ufficiale di fanteria. Il panneggio leggero di tutti e quattro non permette di trasformare le uniformi in quelle grigioverdi, se non con un lavoro certosino di riempimento con plastica liquida, ma forse è il caso di lasciare perdere; in tutti è stata riprodotta sotto alla giubba solo una canottiera bianca, ma è facile rimediarvi  con del lamierino, per avere i risvolti delle camicie sottostanti. I due bersaglieri indossano al posto dei gambali delle semplici fasce gambiere grigioverdi, ed è possibile si possa trattare di complementi: spesse volte, la scatola con le canne di ricambio e gli attrezzi di pulizia  per la Breda 30 era portata da sola e non convincono la forma delle canne e le probabili dimensioni della scatola. I caschi tropicali sono un po’ troppo bombati e non sufficientemente dettagliati, anche sono presenti i fregi anteriori e gli occhialoni, non belli neanche i piumetti, ma non è un ostacolo insormontabile, si possono sostituire con lamierino. Anche la Breda 30 sarà da rivedere ‘ai raggi X’ appena in possesso della scatola vera e propria. Il paracadutista sembra fortemente ispirato ad un figurino in resina della Model Victoria, per la posa ed il mitra Beretta, resta indubbiamente il più ambientabile da solo,  magari in una buca. A prima vista la sola  incongruenza è il doppio caricatore per il mitra Beretta, che sa troppo di RSI. L’ufficiale sulla box art porta mostrine verdi con striscia nera (refuso per quelle della Divisione Pavia) ed è il soggetto più banale del gruppetto, si riscatta per la bustina modello 42 e addirittura una torcia da segnalazioni tedesca appesa sul petto. Consigliamo di riciclarlo per un equipaggio di blindo o camionetta, oppure facendolo divenire un guastatore. Nel complesso, il livello di stampaggio è quello ormai molto buono anche se non eccelso della casa, considerando il materiale lavorabile da tutti senza troppi patemi sarà una scatola di sicuro successo planetario, data la distribuzione Dragon.

A nome di molti modellisti, nel nostro piccolo, vanno  i più sinceri complimenti alla Dragon, che almeno ha avuto la buonissima idea di aprire una nuova finestra invece di accontentarsi della solita scatola di tedeschi. Siamo già a disposizione dell’amico Dietmar perché possa ripetersi da par suo con una scenetta africana – lasciando per un po’ le nevi in favore delle sabbie di Ain el Gazala o Tobruch.    

Andrea e Antonio TALLILLO     

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