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Dallo stesso autore di altri
libri con tematica le fortificazioni ed i soldati che, pur non
avendo molta pubblicità hanno operato sui vari settori del lungo
confine italiano, è apparso da qualche tempo la nuova fatica che
prosegue con questo filone. Non è dunque una novità nel senso
stretto del termine, ma visto che si tratta di un argomento
quantomai nuovo nel pur vasto panorama editoriale italiano,
cerchiamo nel nostro piccolo di far notare il libro. Guardando più
in là dell’ennesimo kit di Tigre, non è detto che tra qualche tempo
appaiano modelli in scatola di montaggio di bunkers, almeno dei più
piccoli. Ci sono già dei primi, timidi tentativi…
L’intenzione degli autori,
riuscita a pieno a nostro parere, è offrire un’analisi della
struttura delle truppe che presidiavano le opere fortificate di
confine, assieme a quella delle dottrine d’impiego delle stesse,
esaminando un periodo di tempo quantomai lungo e significativo, dal
1861 quando, con sole pietra e cemento nacquero le prime opere,
passando per la Grande Guerra ed il contraddittorio periodo della
Seconda Guerra Mondiale, quando molte energie furono riservate pure
a fortificarsi in previsione di una ‘calata’ tedesca, al secondo
dopoguerra che vide prima il netto cambiamento delle funzionalità
delle linee fortificate ed infine il loro drastico venire meno di
significato, con la caduta del Muro di Berlino.
Particolarmente interessante
il periodo 1947 – anni ’90 per noi ‘carrarmatari’ perché le nuove
fortificazioni realizzate per sbarrare i nuovi confini ad Est
prevedevano anche l’uso di torrette od interi scafi di carri armati,
italiani od americani e questo apre un nuovo ed inedito filone a chi
volesse cimentarsi con un’appropriata replica in scala. Le varie
fortificazioni sono descritte sinteticamente ma con decine di foto a
colori e disegni tecnici, con questo non sono certo dimenticati i
loro occupanti, con la riproduzione di uniformi, cartoline,
distintivi e medaglie dei vari reparti che hanno operato ai confini
del nostro Paese. Significative due testimonianze di personale in
servizio in due periodi molto diversi ed il portfolio che riproduce
i begli affreschi ancora esistenti a Vipiteno, all’interno della
Caserma Gnutti, iniziativa interessante prima che l’alienazione
delle struttura ne faccia cadere il ricordo, completa l’opera un
quantomai utile glossario, per chi come noi conosce meglio piastre,
bulloni e cingoli. Il libro, veramente interessante e consigliabile,
e dalla vesta grafica di alto standard, è ora distribuito da
Albertelli; agli Autori, in parte residenti nell’area di Bolzano,
auguriamo già in bocca al lupo per le prossime fatiche !
Tallillo
Andrea e Antonio
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