UNIVERSAL  CARRIER  1936-48

The ‘Bren Gun Carrier’ Story

 New Vanguard 110 – OSPREY  Publishing

   I libri che parlano di mezzi inglesi sono generalmente tutt’altro che numerosi e frequenti, e mancava proprio un volumetto che descrivesse un pò più nei particolari quel tipico mezzo presente un pò su tutti i fronti dal 1940 in poi e che in alcuni casi combattè pure in Corea. Si tratta di una disamina molto abbastanza accurata, che non ha la pretesa di ricalcare qualche testo molto precedente (il famoso ‘Making Tracks’ della preistoria modellistica). Col pratico e collaudato schema della benemerita serie Osprey, senza spendere un patrimonio ci si può agevolmente documentare, rendendosi ben conto dell’evoluzione del concetto di mezzo per la fanteria. Esso fu diffusissimo – una specie di jeep cingolata per gli inglesi e le altre truppe del Commonwealth – noi italiani lo invidiammo a lungo, arrivando a realizzarne uno similare ma troppo tardi, gli stessi tedeschi non lo disprezzarono, rimettendolo in servizio ogni volta che si poteva. Pure il fronte russo lo vide impiegato, da un esercito che aveva decine di migliaia di carri armati ma in pratica ben pochi portatruppe indigeni, in proporzione. Le circostanze lo fecero divenire pure uno dei pochi tipi di corazzato che si poté mettere in campo nelle fila del Corpo Italiano di Liberazione, alcuni sono stati fotografati a Bologna, nelle Romane ed a Venezia nel 1945.

   L’intelligente layout della collana, con molte foto inedite, la pratica suddivisione in capitoletti, le nitide illustrazioni a colori che danno  un notevole contributo all’opera, la rendono ancora consigliabile. Peccato che, modellisticamente, perlomeno per quel che concerne i kits in plastica in 1-35, siamo ancora fermi ad un vecchio kit Tamiya appena migliorato con gli anni ma che richiede molto lavoro per essere reso presentabile.

                                                                                                       Tallillo Andrea e Antonio